Cosa stai guardando?

Installazione partecipata e performance

 Esperimento di emersione progressiva delle proiezioni collettive da una stampa sgranata su cartone, smembramento del supporto
e restituzione finale dei pezzi firmati ai partecipanti.
IX Edizione di Castelnuovo Fotografia, 2-10 ottobre 2021, Castelnuovo di Porto (RM)

L'installazione

"Cosa stai guardando?"  rimette in atto il processo di produzione del libro "Sono sempre stato qui" (vincitore della call CDPZine 2020 di Castelnuovo Fotografia) coinvolgendo le persone e chiedendo loro di farne parte. Non perché la partecipazione all'opera sia in sé un valore, ma perché il processo prova a riprodurre un meccanismo cognitivo comune, quello del riconoscimento di un'immagine in quanto tale e il suo destino in quanto rappresentante di ciò che non c'è.


La sequenza

Ciò che proiettiamo sull'immagine la ricopre quasi completamente. Anzi: possiamo vedere "un'immagine" solo ricoprendola con ciò che sappiamo o, meglio detto, con le operazioni che il nostro corpo virtuale è chiamato a fare abitando quei segni e quelle forme, in un tempo e in un luogo determinati, sulla base dei saperi e dei punti di vista in atto. L'invisibile quindi non è il contrario del visibile ma la sua condizione e perimetro; e non è l'indicibile, l'ineffabile: è il continuamente detto all'infinito. L'invisibile è proprio l'immagine che stai guardando che, nello svelarsi, si nasconde alla vista, nonché il nostro compito interminabile di rivelarla sempre di nuovo.


L'immaginazione


Smembramento e restituzione

Alla fine del Festival, quando l'immagine è stata completamente svelata dalle proiezioni dei partecipanti venendone totalmente ricoperta e diventando così invisibile, i foglietti vengono staccati dalla sua superficie e conservati, diventando la memoria dell'opera comune; il supporto viene invece fisicamente smembrato e i singoli pezzi del corpo dell'immagine, firmati e segnati, vengono restituiti ai partecipanti.


Meta

Joan Fontcuberta legge la didascalia di "Sono sempre stato qui" in cui compare Joan Fontcuberta.


Video


«Ogni sapere è, al fondo, sapere della vita e della morte cioè comporta un prezzo decisivo, un sacrificio che incombe sui suoi artefici».

Un particolare ringraziamento a Sara Montrasio, Elena Mosca, Chippendale Studio.

Grazie a Medina Zabo per il video "Square".

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