Rendez-vous

In questo istante
ovunque disseminato
un milione di lattanti
lascia cadere il gioco
dal bordo del seggiolone
senza che si propaghi
il terremoto
ma sono tanti di più
gli uomini che aprono
all’unisono l’ombrello
al cielo grigio dieci milioni
suppergiù pronunciano
la parola “vedi?”
molti meno compitano
“misogino” con tono
sospettoso sulla punta
delle dita
un miliardo di signore
si aggiusta la chioma
la mano a pettinino
una più una meno
e sono centomila i vasi
in fiore che spiccano il volo
proprio ora (le teste
centrate? dieci appena)
innumerevoli vecchi
diciamo tutti quanti
hanno sbuffato un secondo fa
ma non s’è alzato il vento
dai fiati e dai sospiri
e quanti tanti, vero?
pensano come me
ritratta la mano da un luogo
qualsivoglia a quante
simili ritratte mani
da infiniti luoghi
di qualsivoglità
ad esempio ecco, quella là
compongono questo coro infinito
di raddoppi combacianti
ora per ora
questo impensabile mondo
in contrappunto, la beata
simultaneità.

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